Vi sveliamo le tracce che hanno ispirato il nuovo album di OMAKE X SHUNE

5 December, 2017

“Raw” è il nuovo album di OMAKE X SHUNE, disponibile dall’1 dicembre su #Spotify e tutte le principali piattaforme streaming per Arroyo distribuito da Believe Digital.

Il primo VIDEO estratto “Truths & Enemies” è stato realizzato da Bonasia & Narcisi  e accompagna le atmosfere del brano attraverso scene di intimità e paesaggi urbani.


 


OMAKE è un cantautore che sfugge ad ogni etichetta, con all’attivo il gioiellino d’esordio “Columns” (Sherpa Records 2015), ben accolto dalla critica di settore e portato in tour per più di 40 date nel suo anno di uscita.
Gli SHUNE sono invece un duo di musica elettronica provenienti da ambienti alternative rock e crossover e hanno alle spalle alcuni Ep tra sonorità hip hop e chill out.

Il progetto per la prima volta sarà presentato questo venerdì 8 dicembre al Deposito Pontecorvo di Pisa, dopo di loro sul palco ci sarà Godblesscomputers.


 

In un freddo pomeriggio di dicembre gli abbiamo
chiesto quali fossero le tracce che hanno
ispirato questo disco dall’inizio alla fine.

 Frank Ocean: Nikes


 

SHUNE:
La scelta va necessariamente sull’opening di Blonde per un motivo molto semplice e personale. Nikes di Frank Ocean è stata tra le prime tracce a cui noi Shune ci siamo afezionati, fra quelle che non appartenevano ai nostri ascolti abituali precedenti. Ci ha aperto gli occhi. Ci ha reso chiaro quello che potevamo comporre in questo album. Non è stata “quella batteria” o “quel synth”. È stata una sensazione. Un risveglio.

Bon Iver: 666 ʇ


OMAKE: I dischi precedenti a nome Bon Iver non mi avevano fatto gridare al miracolo in realtà. Ma tutto 22, A Million e in particolare questo brano invece ci ha spinto a vedere l’utilizzo di sample anche in modo alternativo rispetto al mondo urban, e come questi potessero convivere anche con strumenti suonati in modo fuido, senza però perdere l’importanza della melodia. Inoltre, fondamentale per me è stato il vedere azzardare senza paura una rielaborazione del timbro vocale tramite macchine rendendo questa non ulteriormente fredda e alienante, ma bensì -per quanto mi riguarda- il momento più puro di tutta la composizione.

 

Drake: Redemption


OMAKE: Views non è stato Nothing Was the Same, ma Redemption è un pezzo incredibile che mi ha fatto apprezzare la forza dei vuoti in una produzione, il fatto che non ci devono essere sempre mille strumenti a creare un’orchestra di suoni ma dei vuoti che rimarcassero i suoni che già c’erano. E che bastavano. La linea melodica della voce, sia nel cantato che nella parte più rap, per quanto mi riguarda è simbolo di una scrittura pop perfetta. Sicuramente un’infuenza fortissima per me, soprattutto all’inizio della stesura di Raw.

John Frusciante: Every Person


SHUNE: Every Person (ma in realtà tutto l’album Shadow Collide with People) ha avuto un grosso impatto sulle nostre composizioni, sia per quanto concerne le parti chitarristiche ma più in generale su tutto il lavoro riguardante le melodie. Di conseguenza, nei giri armonici si sentono le eco dello stile morbido degli album solisti di Frusciante anche se ovviamente con suoni decisamente più attuali e strutture più all’avanguardia. È ciò che ascoltavamo noi Shune prima di iniziare questo percorso e difatti quando suoniamo insieme alla fne sappiamo già come muoverci, proprio e sopratutto sulle melodie.

 Kanye West: Ultralight Beam


OMAKE: In qualsiasi lista riguardante le mie infuenze che mai stilerò, Kanye avrà sempre un posto. Il suo live che vidi nel 2014 è stato il concerto che più mi ha fatto capire che io, della musica che volevo fare, non avevo capito nulla. L’attitudine al rinnovarsi sfdando in primis se stesso sempre è per me la spinta a fare quello che faccio. E mi arriva da qui. Ho scelto questo brano perché dentro c’è anche Chance the Rapper, che pensa un po’ c’era anche lui nel 2014 a quel famoso festival in cui vidi Kanye. Sono contento che anche il resto del mondo nell’ultimo anno abbia capita che questo ragazzo è tutto. Da Chance sicuramente ho e abbiamo preso l’attitudine a volerci concentrare solo sulla musica in fase di scrittura, senza pensare ad etichette o altro.


 

 

 

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