The Big Picks // LAY LLAMAS @ Mas Fest, Av (19-06)

15 Giugno, 2015

Tanto per iniziare, stendete un bel tappeto ritmico. Ma fatelo bene, con accortezza, come se fosse un adesivo da appiccicare sul vostro amatissimo e costosissimo Mac: bello dritto insomma, e senza nemmeno una bolla d’aria. Uniforme e ossessivo, come le trame di un tappeto orientale. Semplici e intricate ad un tempo: ipnotiche nel loro ripetersi, intrecciarsi, riproporsi continuamente.



Con questa malta, immaginate di edificare un suono. E il verbo non è scelto a caso: nulla è accidentale, qui. Nella loro musica, i LAY LLAMAS danno un’incredibile importanza alla composizione. All’architettura interna, verrebbe da dire. Ogni elemento, seppur diverso, è perfettamente collocato: impastato, ecco l’aggettivo corretto. Come la linea di basso degna di “Psyconaut” dei Talkin Heads o dei Can di “I Want more” in “We are you“, il primo singolo estratto da Ostro, il loro album di debutto, pubblicato lo scorso 26 maggio per l’inglese Rocket Recordings.



Ora pensate al concetto di leggerezza. Più ai ricami e alla trafilatura dell’Alhambra, che alla pesantezza del cemento. Ariosa e aperta; spaziosa e siderale. Cool, certo, ma mai banale: anche quando scelgono la forma canzone, i Lay LLamas non perdono complessità o struttura: richiamano la musica cosmica di Popol Vuh e Amon Düü da oltre Tannhäuser, e lo stridere delle chitarre post-rock dei Cabaret Voltaire o dei Suicide. A cui si aggiungono una voce sospirata e il suo psych delle tastiere. Un enorme buco nero che risucchia e rimescola tutto insieme: un apparente Caos da cui si genere una sofisticata stella danzante.



Un organismo alieno un po’ bizzarro questi LAY LLAMAS, non trovate? Anche quando la loro musica raggiunge minutaggi da Pink Floyd (quasi 10 minuti per Archaic Revival), si assiste ad una sospensione del tempo e dalle comuni leggi della fisica: come nuotare a mezz’aria, in assenza di gravità. O venire risucchiati su una nave spaziale aliena. Roba che non succede tutti i giorni, insomma. Un’esperienza che si ricorda per un po’. Il progetto veneto-siciliano di Nicola Giunta e Gioele Valenti (già Herself) attraccherà a Parco S. Spirito il 19 giugno, in occasione del Mas Fest. Sì, proprio questo venerdì. Siete pronti all’abbordaggio?

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