Track Of The Day // WALK ON THE WILD SIDE (1972)

10 November, 2015

Little Joe never once gave it away
Everybody had to pay and pay
A hustle here and a hustle there
New York City is the place where they said:
Hey babe, take a walk on the wild side


Come i più attenti avranno notato dalla citazione in alto, oggi peschiamo da Transformer, l’album che contiene alcuni dei brani più famosi di Lou ReedPerfect DayVicious e, la Track of the Day odierna, Walk on The Wild Side. C’è subito da precisare che il disco, pubblicato nel 1972, pur essendo il secondo lavoro da solista del cantautore newyorkese in realtà è il primo album a contenere solo ed esclusivamente brani inediti e scritti per l’occasione senza andare a pescare da quel ricco contenitore di idee che erano i Velvet Underground. Tra le “storie” raccontate nel disco quella di Walk on The Wild Side è sicuramente la più celebre. Prendendo spunto dalla figura dello scrittore statunitense Nelson Algren, autore di A Walk on the Wild Side, e narratore dello squallore dei bassifondi di Chicago, abitati da personaggi ricchi di contraddizioni come giocatori d’azzardo, immigrati, ladri e prostitute, Lou Reed ci parla del tempo trascorso nella Factory di Andy Warhol, tra personalità trasgressive e sessualmente ambigue. Il linguaggio non può che essere esplicito, si affrontano temi tabù come la transessualità, la prostituzione maschile e l’uso di droghe ma, naturalmente, il quadro che ne viene fuori è un capolavoro: una “passeggiata selvaggia”, alla maniera di Lou Reed, nella New York City di fine anni ’60.

 

 

 

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