TRACK(S) OF THE DAY // THE LONDON SUEDE (’93 – ’16)

17 February, 2016

Vent’anni ci sono voluti. Ventitré per la precisione. Nel mezzo, incontri e scontri fratricidi, di quelli che alimentano il mito tragico del rock’ n’ roll. La storia che raccontiamo quest’oggi, ha come sfondo Londra, come protagonisti/antagonisti un forntman, Brett Anderson, aka “The prince of the night“, e il suo amico chitarrista e arrangiatore, Bernard Butler. I due, nel 1993, compongono uno degli album di maggiore successo di quegli anni, ingiustamente classificato come “brit-pop”, The London Suede. Animal Nitrate ne diventa, in breve tempo, il singolo trainante.



 La miscela è irripetibile: atmosfere bowiesque, struttura ossessiva alla The Smiths, chitarre taglienti in pieno delirio post-punk; e un’immaginario che recupera incubi e perversioni romantico-vittoriane miste a David Lynch. Il successo è assicurato. Solo che… Improvvisamente qualcosa si rompe nel meccanismo. Anderson e Butler  smettono di comunicare. I contrasti si fanno sempre più forti e, prima del rilascio ufficiale del secondo, attesissimo album, Butler va via. Il conflitto è evidente ascoltando le canzoni di Dog Man Star (1994): ciao ciao atmosfere glamesque bowiane, benvenuta claustrofobia dark, arrangiamento decadente e rabbia e frustrazione post-punk.



Venti anni, dicevamo. In mezzo dei lavori dimenticabili e, per entrambi, dei dischi solisti più che apprezzabili ma di successo dubbio. Quindi, un primo ravvicinamento: il territorio è neutrale, una nuova band. Niente vecchi successi, niente vecchi rancori, nessun conflitto sui crediti delle canzoni. Tutto nuovo, tutto da zero. Nascono così i The Tears: la prova, necessaria più per Anderson e Butler che per il mondo intero, che la chimica non è per nulla svanita. Ascoltare per credere.



Ventitré anni, dicevo. Il conto è facile: 1993 + 23 = 2016. In realtà, ne dovremmo sottrarre uno, perché ufficialmente i Suede (o meglio i The London Suede, come si fanno chiamare ufficialmente) sono tornati nel 2015, con Bloodsport, l’album che ha anticipato il tour mondiale per la reunion della band. Eppure, è con il disco che hanno appena rilasciato, Night Thoughts che sembrano essere tornati alla sinistra, ricca, potente bellezza espressiva degli anni ’90; e Pale Snow, sta lì a dimostrarlo.



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