Track Of The Day // Take Your Time (2016)

18 March, 2016

L’antefatto – Saugertis, Stato di New York, 14 Settembre 2013


Zachary Cole Smith è alla guida del suo furgone, al suo fianco c’è la compagna, Sky Ferreira. Mentre lo sgangherato mezzo di locomozione è diretto verso Basilica Soundscape, ad Hudson, incappa in un posto di blocco. Smith guida senza licenza, la circostanza indispettisce gli agenti e decidono di procedere ad una perquisizione del mezzo. Gli agenti rinvengono degli stupefacenti: il possesso delle 42 dosi di eroina viene ascritto a Zachary; un numero imprecisato di pasticche di ecstasy è addebitato a Sky. Non bastasse i due oppongo anche resistenza all’arresto che inevitabilmente giunge seduta stante. Non bastassero le noie con la legge del frontman il 2013, per i DIIV, è un anno da dimenticare: il resto della band mette alla porta Colby Hewitt (ex batterista) per problemi di tossicodipenza e per il suo scarso impegno; Devin Perez (bassista) viene tacciato dalla rete di sessismo ed omofobia. La band è a un bivio.


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La Band – I DIIV


I DIIV sono una band americana formatasi a Brooklyn, New York, nel 2011. Zachary Cole Smith (voce e chitarra), prima di formare il gruppo, è stato il chitarrista di diverse band, tra le tante Beach Fossil e Soft Black, ma senza farne mai parte, solo come turnista. Terminata quest’esperienza Smith decide di mettersi in proprio e dà vita ad un progetto solista; lo chiama Dive, tributo al primo brano di Incesticide dei Nirvana.
Ben presto si rende conto che per riprodurre i suoi pezzi dal vivo necessita di una band e decide che i membri di questa dovranno esser tutti nati sotto un segno d’acqua. La prima formazione del gruppo comprendeva: Andrew Bailey (chitarra), Devin Ruben Perez (basso), Colby Hewitt (batteria) poi sostituito da Ben Newman , a questa nel 2013 si aggiunse Colin Caulfield (tastiere e chitarra). Nel 2012, su iniziativa di Smith, la band cambia nome assumendo l’attuale; all’epoca il frontman affermò che il cambio di nome della è band era stato fatto in segno di rispetto verso Dirk Ivens (leader dei Dive, band belga preesistente al gruppo di Smith) e verso il brano dei Nirvana.


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Sempre lo stesso Smith più tardi affermerà: “non mi frega un cazzo di come si chiama la band… questo progetto ha avuto origine in una camera da letto, senza internet e senza alcuna pretesa.
La parola “dive” aveva ispirato la genesi del progetto, ma abbiamo superato quel nome e tutte le associazione che comportava. La band è sempre la stessa, la musica è sempre la stessa, il nostro futuro sarà lo stesso. Un nome non conta niente!”.

Sempre nel 2012 i DIIV pubblicano Oshin, il primo album, preceduto dal singolo Geist.
L’album viene accolto molto bene da pubblico e critica ed è stato influenzato dalla world music (in particolare dal chitarrista malese Baba Salah), dal krautrock, dai Nirvana e dai brani  della leggendaria raccolta C86.


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L’epilogo – Is The Is Are, 5 Febbraio 2016


Smith & Co. dopo la pubblicazione di Oshin sono diventati la band di punta della Capture Records e una della formazioni più apprezzate della scena newyorchese. Le aspettative che tutti riponevano sul gruppo iniziavano a farsi sempre più pressanti; i DIIV nel frattempo tra droghe, live da dimenticare e l’incapacità di dare un futuro al progetto stavano per implodere. A inizio 2014 Zachary Cole Smith decide di tentare per l’ennesima volta la disintossicazione dall’eroina.
La prima volta, dopo solo 7 giorni di riabilitazione, se l’era data a gambe levate; questa volta, spalleggiato da Sky Ferreira, riesce a trascorrere ben 11 giorni in rehab, ripulendosi completamente. Cole ha dichiarato che durante la degenza ha letto la biografia dei Nirvana e che il ricovero lo ha aiutato a comprendere che l’unica ancora di salvezza rimasta, oltre a Sky, era la musica.
Il 5 Febbraio 2016, sempre per l’etichetta newyorchese Capture Records, i DIIV pubblicano il Is The Is Are.
Il nome di questo secondo album è tratto dal titolo di una delle poesie preferite di Cole composte dal francese che ha creato la cover dell’album.


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I DIIV sono stati sempre considerati legittimi eredi della tradizione shoegaze/dream-pop e con l’ultimo Lp non fanno altro che accettare la successione. Le 17 tracce navigano gli oceani dello shoegaze, dream-pop, darkwave, post-grunge e tutti questi mari convergono  nel disco con una scioltezza disarmante.
La prima parte dell’album è quella più leggera e spensierata, Cole narra le i suoi trascorsi da epicureista (Dopamine, Under The Sun); la seconda è quella più cupa, i suoni si fanno più dark e i tormenti di Smith si palesano (Incarnate Devil, Yr Not Far); nell’ultima torna qualche sprazzo di luce e c’è spazio anche per qualche ballata agrodolce (Healty Moon).
Take You Time è uno dei brani più malinconici del disco, è posto tra la prima e la seconda parte dell’album e segna il confine tra il vecchio Smith e quello post disintossicazione. Il pezzo sembra far riferimento ai giorni trascorsi da Cole in rehab, il periodo in cui il frontman dei DIIV ha staccato da tutti e tutto prendendosi il suo tempo. Attraverso questa traccia Cole, facendo tesoro della sua esperienza, dà un prezioso consiglio all’ascoltatore: “Find yourself in time”.

Prenditi il tuo tempo.



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