D_B_D // in WINTER TIME 2 with M+A, Jolly Mare, Godblesscomputers, Capibara, Howtobeanastronaut and Lies

22 Dicembre, 2015

a cura di Pasquale De Prizio, Gaetano Bresci,
Stefano Nappa, Domenico Porfido e Gabriele Troisi.


Siamo fieri di essere partner ufficiali di un evento così completo nella città di Avellino creato da un’ associazione culturale come WOLLOF.
Il 29 Dicembre ci sarà la seconda edizione di “in WINTER TIME” dopo la prima che, qualche anno fa, contò più di 800 partecipanti. La “Line Up” è straordinaria. In una sola notte si esibiranno:

M+A

http://instagram.com/p/zFKvERIDg3/


Gli M+A sono un duo elettro-pop composto dai forlivesi Michele Ducci e Alessandro Degli Angioli. Nel 2009 debuttano, utilizzando lo pseudonimo (AM), con l’Ep “Soundtrack, una piccola opera elettronica ricca di riferimenti che attestano il background musicale dal quale prendono le mosse i due emiliani. Sono chiare le influenze di artisti del calibro dei Notwist, Air e Radiohead. Dopo due anni, ingaggiati dall’etichetta londinese Monotreme Records, pubblicano il primo albumThings.yes – utilizzando per la prima volta l’attuale acronimo, ormai divenuto sinonimo di musica di qualità in tutto il globo. Questo lavoro, come dichiarato dagli stessi M+A, è stato ispirato dalla musica del norvegese Kim Hiorthøy ed ha riscosso il plauso sia della critica italiana che internazionale, tant’è che è considerato come una delle migliori opere dell’intero movimento glitch-pop. Sull’onda del successo del primo disco Michele ed Alessandro danno vita a “These Days”, secondo lavoro in studio pubblicato sempre da Monotreme che è stato diramato non solo in tutta Europa ma perfino negli Usa.



Nonostante il chiaro impianto dance è evidente, soprattutto dalle piccole imperfezioni nel disco volute dal duo in fase di produzione, che i forlivesi non hanno voluto lasciarsi alle spalle gli anni trascorsi a suon di grunge e post-rock. These Days è l’album della consacrazione mondiale degli M+A, infatti è grazie a questo che nella primavera del 2014 vengono selezionati dagli organizzatori del Glastonbury Festival (per i profani il più importante al mondo) per partecipare all’Emerging Talent Competition, contest che vede in gara i migliori talenti emergenti a livello mondiale. Dopo diverse fasi e una scrematura di oltre 6000 band i forlivesi sono riusciti a vincere il concorso, la prima volta nella storia per dei musicisti italiani. La discografia degli M+A lo scorso Aprile è stata arricchita da “Anyway Milkyway”, un extend play che prosegue il fortunato cammino intrapreso con “These Days”.
Il disco si avvale della collaborazioni di DENA e Spank Rock ed è stato premiato all’Italian Quality Music Festival Awards 2015 come miglior album dell’anno. Poter ammirare gli M+A su un palco e mitigare con la loro musica il freddo di questo gelido inverno non è solo un’occasione rara, ma anche un privilegio. Un concerto da non perdere per nessuna ragione al mondo.




GODBLESSCOMPUTERS

godblesscomputers


Plush Safe he Think“.  Citazione da Basquiat; ma anche il titolo del bellissimo disco di Lorenzo Nada o Godblesscomputers, da Ravenna, Italia. A Bologna, dove vive e compone. Passando per Berlino, dove  ha vissuto e fatto esperienza. “Plush Safe he Think”: “pensa solo se sta comodo, lui“. Questa la sottile accusa di Basquiat, che Lorenzo riscriveva sui muri, durante gli anni della formazione, gli anni dell’hip hop, prima dell’elttronica, prima di scoprire che “Iddio benedice i computers”. “Pensa solo se sta comodo”: la denuncia dell’arte elaborata nei salotti, in condizione di agio economico e psicofisico; lontano dalla strada, dalla sofferenza, dagli squilibri dell’uomo. Lontana dagli equilibri della natura, dai suoni della vita, dalla sua armonia, ritmata nello scorrere lento e inesorabile dei giorni, degli anni, dei momenti e dei ricordi. Vicini anche quando lontani. Vicini quando si sta scomodi. Closer.



Per questo Lorenzo si mette in marcia: l’abitudine di girare con registratore e telecamera mica l’ha persa. Nasce così il suo suono raffinato:  arrangiamenti elettronici ricercati e sample “organici”. Roba scelta di prima mano, registrata in giro o in casa. “La mia musica è elettronica umana  cerco di distanziarmi dal sound sintetico delle macchine manipolando suoni ambientali: mi piace registrare il suono della natura, dei boschi, così come i suoni di casa mia”. Organica e umana. Familiare e a un tempo eterea, divina. Come una benedizione divina.


JOLLY MARE

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Un artista straordinario,
facemmo già una chiacchierata con lui in passato quando ci regalò la foto delle sue
cose essenziali, se ve la foste persa beh, cliccate qui.


Fabrizio Martina, aka Jolly Mare, appartiene, insieme a gente come Populous, Luminodisco o Machweo, a quel rinascimento elettronico pugliese nato da qualche anno. Definito “the new face of italian disco”, Jolly Mare si nutre delle influenze più disparate: elementi degli anni ’80 riproposti in chiave dance, alfabeti e ritmi funk, architetture house che non disdegnano la cassa dritta, fino ad arrivare a una ripresa del cantautorato mainstream italiano (per esempio Vasco Rossi, Pino Daniele o la Bertè) che, con profonda classe ed eleganza, oltre che con un’immensa sensibilità, riesce a remixare e re-editare, scavalcando il pregiudizio dell’ascoltatore qualunque; la laurea al politecnico di Milano in ingegneria meccanica, l’occhialone nerd e il capello pettinato rendono tutto ancora più affascinante.


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Merito della sua bravura tecnica ma soprattutto della sua versatilità musicale, ha preso parte a festival internazionali come il Sonar o il Bestival. Nel 2013, inoltre, è stato chiamato alla Red Bull Academy a New York, dove ha aperto mostri sacri come i Masters At Work e ha fatto innamorare Thundercat, il bassista di fiducia di Flying Lotus. Preparatevi a vibrare, quindi: Jolly Mare è sicuramente uno dei nomi su cui scommettere per il futuro.



Capibara

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Dopo un anno strepitoso con l’uscita di Gonzo tra i 50 dischi più belli del 2015, Capibara si presenta per la prima volta ad Avellino in un contesto adatto alla sua creatività. Futurismi garage con ritmi urbani e suggestioni afro con le radici nell’hip-hop, potrebbe essere un sinonimo identificativo del sound di Luca Albino, ma, Da Roxane a Gonzo passando per Jordan e Felina ne sono passate d’influenze e ritmiche che rispecchiano il suo quotidiano con le sue numerose date in giro per lo stivale. La musica rispecchia la personalità di chi la crea, e la scelta dei suoi suoni all’interno di un brano scandiscono il tempo della sua anima nella scena musicale. “O hai un sound tuo, o non sei nessuno”, dissero a Ray Charles durante la prima “recording session” negli studi dell’Atlantic Records, beh! ovunque voi siate, ed in qualsiasi momento senza sapere come, dopo il primo ascolto voi riconoscereste  da subito la “signature” sonora di Luca. “No comparison”  come il brano di Buckshot & 9th Wonder!! Don’t SLEEPPP ON THIS!.


Lies

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Dal futurebeat alle atmosfere ambient di scuola britannica, con l’ultimo lavoro senza un’ “imperfezione” per Meg (ex 99posse). Il duo Avellinese, Oscar Cini e Pierluigi Iapicca, si esibiranno in un preview party che vi sarà annunciato a breve qui.
Il loro progetto ha una visione della musica a 360° rivestendo anche le  sonorità di casa Warp o gli ambienti ricercati della Ninja Tune, senza disdegnare le melodie di certa elettronica radiofonica. Tra non molto accanto a Best Of What? ed Escaping Colours ci sarà un nuovo EP in uscita per la White Forest Records, senza dimenticare i remix composti per Limb, Capibara ed M+A. Don’t sleeep on this duo!!


Howbeanastronaut

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“I used to want to be an astronaut. But astronauts don’t even go to the moon anymore”. Ma Federico De Falco la luna la vuole raggiungere eccome: ma Howtobeanastronaut è ambizione, non vanità. Uno spazio sonoro in cui tutto sembra fluttuare in un brodo primordiale. Il progetto nasce nel giugno 2015 e nell’ottobre dello stesso anno vede già uscire per l’etichetta bolognese di musica elettronica indipendente ARIAM Records il suo primo EP, Mechanical Antithesis, “un processo evolutivo, meccanico nell’istituzionalitá del suo svolgersi, ma al contempo astratto da qualunque realtà tangibile.”
Tra glitch, ambient e echi post-rock, prepariamoci ad un set spaziale!


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