Day By Day // Color Fest – Day#1 @Lamezia Terme (CZ) – 12 agosto

8 August, 2016

 Il Color Fest 2016, arrivato alla IV edizione, si presenta totalmente rinnovato e dopo aver ospitato numerosi artisti italiani e internazionali quest’anno raddoppia.

Saranno due i giorni dedicati alla musica e all’arte indipendente, in una nuova location più suggestiva che mai, ovvero il palcoscenico naturale dei ruderi dell’Abbazia Benedettina di Lamezia Terme.

La nostra panoramica sulla prima giornata di festival, in programma per il 12 agosto, è a cura di:
Pasquale De Prizio, Fabrizio Mondo, Emiliano SantoroSfefano Nappa, Domenico Porfido.


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CALCUTTA

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Calcutta è lo pseudonimo di Edoardo D’Erme, 26 anni, visionario cantautore di Latina che abita di fronte alla panchina dedicata a Tiziano Ferro, con il suo ultimo album – Mainstream – ha stregato l’intero stivale. Calcutta pubblica il suo primo disco, “Forse…”, nel 2012 per la Geograph Records. Gli ingredienti sono pochi e semplici: una chitarra sgangherata , un incedere caracollante ed un cantato quasi svogliato. Sembra che Edoardo faccia quasi fatica a tenere in piedi le impacciate strutture dei suoi pezzi. Ma è proprio l’approccio tentennante la sua forza, difatti Calcutta è in grado sia di cantare che di suonare, ma ha voluto che la forza di quest’album fosse l’organica fragilità di ogni singolo brano. Il latinense è così riuscito a fare della debolezza un punto di forza. L’album è stato accolto positivamente sia dal pubblico che dalla critica diventando un cult della musica indipendente italiana.


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Il 2015 è l’anno di Mainstream, il secondo album in studio, pubblicato per Bomba Dischi. Il disco cambia radicalmente le carte in tavola, Edoardo era stufo della fama di strambo che circolava attorno al suo personaggio e di essere considerato dalla stampa specializzata solo perché non allineato alla scena indipendente nostrana.
Mainstream rovescia completamente i canoni estetici del primo album: il disagio è sempre presente, le storie raccontante hanno come fulcro sempre la provincia tanto amata da Calcutta, i testi sono spontanei, ma sono gli arrangiamenti dei 10 brani a dettare il cambio di marcia.
Le canzoni infatti, pur essendo molto semplici, sono maggiormente “ragionate”, il lo-fi del primo album è del tutto assente, mentre la sapiente mano di arrangiatore di Calcutta fa emergere con limpidezza la sua vena da cantautore. Mainstream è un album che si ascolta molto più facilmente rispetto al primo, può essere definito come un disco pop, ma un pop al rovescio, perché Calcutta non ha fatto altro che prendere in giro tutti: ha dato “solo” una nuova veste ai brani che scrive da sempre riuscendo a conquistare tutti.


LODO GUENZI

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Lo Stato Sociale esiste dall’estate del 2009, quando tre amici e DJ di Radiocittà Fujiko, a Bologna, decidono di avviare, quasi per caso, in una di quelle estati roventi dove pare non esserci mai niente da fare, un progetto, fatto di ritmi e testi pop, che riesce, fin dal primo EP autoprodotto, “Welfare Pop” (2010), a imporsi come una delle realtà più importanti, fresche e seguite in Italia. Complice anche il successo sul web, è “L’amore ai tempi dell’Ikea” (Garrincha Dischi, 2011) e soprattutto il primo disco ufficiale “Turisti della democrazia” (2012) a consacrare definitivamente il loro successo. Che li si ami o li si odi, Lo Stato Sociale ha rappresentato un nuovo modo di concepire e avvertire la musica, proponendo, durante i live, una forma di teatro-canzone originalissima.

Al Color Fest, Lodo Guenzi, leader della band, si metterà a nudo in un set piano-chitarra-voce.
Un’occasione, come lui stesso ha ribadito, più unica che rara, dettata dal forte legame che lega il cantante alla Calabria, terra che “mi ha dato e continua a darmi non solo emozioni ma lezioni di vita pura”.


 

WRONGONYOU

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Wrongonyou è lo pseudonimo di Marco Zitelli, giovane musicista romano, classe 1990. Innamoratosi del folk e di tutta la discografia di Justin Vernon, comincia a scrivere brani intorno al 2013 ed a pubblicarli sul suo profilo Soundcloud. I brani arrivano all’orecchio del professore di Sound Technology dell’Università di Oxford il quale lo invita a registrare quattro pezzi nei recording studios dell’università, gli stessi dove nel ’91 gli Shinding, oggi conosciuti come Radiohead, registrarono Manic Hedgehog. Lì nasce Hands, il primo demo che gli permetterà di girare il mondo accompagnato  dalla sua musica. Tra  gli eventi principali a cui ha preso parte ci sono il festival Frammenti e Tutto Molto Bello. Negli anni ha avuto il piacere di condividere il palco con Lee Ranaldo dei Sonic Youth.


PoP X


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Pop X è progetto musicale, audiovisivo, performativo nato nel 2004 dall’incontro di Davide Panizza e Walter Bidone. I due s’incontrarono lavorando presso il Teatro Sociale di Trento come comparse all’opera di Mozart “Il Don Giovanni”.
Nel corso degli anni hanno partecipato al progetto numerosi artisti, tra cui: Walter Biondani, Niccolò Di Gregorio, Luca Babic, Sebastiano Panizza, Laura Jantunen, Andrea Agnoli, Davide Marchesino, Riccardo Guadagnini, Michelangelo Filippi, Gianni Torta, Jacopo e Carlotta Cunial, Linnea Merzagora, Biagio Cattaneo, Caterina Lani. Attualmente partecipano ai concerti Davide Panizza e Niccolò Di Gregorio.
Negli anni 2004-2007 Davide e Walter militano nello stesso gruppo Skà, i Jengyskà, in questa formazione Walter canta e suona la chitarra. Davide il cui soprannome dell’epoca é Sade, si traveste da sodomita e balla come un demone durante le caotiche esibizioni del gruppo.
Sono anni difficili, in cui Davide non trova un’identità musicale, si umilia, si traveste, cerca se stesso negli altri, Davide svilupperà rapidamente in questi anni il lato liquido della propria personalità.
La figura di Walter in questi anni ha un ruolo chiave, egli non ha grosse abilità tecniche nella produzione e nell’arrangiamento, ma il suo contributo morale è fondamentale.
Walter è un oracolo, un uomo al quale rivolgersi in caso d’aiuto.
A partire dal 2008, dopo aver acquistato una telecamera digitale, Davide e Water iniziano un’avventura audiovisiva che li porterà a compiere gesti e atti osceni in luoghi di montagna. Inizia così un periodo di raccapriccianti domeniche all’insegna del caos morale, alla ricerca dell’eldorado spirituale, pomeriggi di contemplazione presso bars della valle dei laghi, esperimenti psico-geografici presso la diga del Vajont.
In questi anni molto materiale audiovisivo viene raccolto, materiale che verrà utilizzato per il montaggio di molti videoclip.


 SCARDA

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Noi di ANHW Scarda lo abbiamo conosciuto di persona l’anno scorso, in occasione del C’era Una Volta Festival di Cesinali, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui (le potete trovare qui) e abbiamo capito fin da subito che la vita di Nico è in fondo la nostra vita. Abbiamo ritrovato nei suoi testi le parole di un artista che parla il nostro linguaggio, quello dei ragazzi “qualunque” della nostra generazione, quelli che di fronte ai problemi di tutti i giorni spesso e volentieri trovano nell’ironia il rimedio allo star male con se stessi e con il mondo circostante. E poi come non amare uno che sulla propria pagina Facebook alla voce descrizione breve riporta: “cantautorato moderato con vocazione maggioritaria”?
Insomma uno che sa raccontare senza tanti fronzoli la semplicità della vita quotidiana ed è sicuramente per questo che il suo “I piedi sul cruscotto”, l’album d’esordio, rigorosamente indipendente, è stato tra i più ascoltati su Spotify lo scorso anno. Quest’anno al Color Fest 2016 Nico gioca in casa e siamo più che sicuri che non vi deluderà perché i pezzi sono una bomba e il pubblico li conoscerà tutti a memoria.


PARKWAVE

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Ci sono tre stili che si incrociano in Better Than This, album di debutto dei cosentini Parkwave: le melodie tipicamnete pop, come in Frames ad esempio;  il funk bianco di Leeds, meravigliosamente eseguito in un brano come Willy On The Floor; e la frenetica attitudine punk, tipica di (De)construction o di Punch. Non c’è da stupirsi se, con queste credenziali, hanno incantato mezzo mondo: inseriti nella colonna sonora del film britannico The Antwerp Dolls di Jake Reid, passaggi radiofonici in Inghilterra e Stati Uniti, tour e festival hanno anticipato la preparazione del primo album, uscito, dopo quasi un anno di lavorazione, il 26 febbraio scorso. Coinvolgenti, ricercati, granitici e potenti, i Parkwave sono una delle band da scoprire in questo primo giorno di Color Fest.



MANNARO

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Quando Fabio Ferlaino (chitarra e voce), Riccardo Romano (chitarra, basso e voce) e Dario Mulonia (batteria) salgono sul palco tenete pronti i proiettili d’argento nel vostro velluto personale perché il loro Rock Stoner vi azzanna dritto alla giugulare.
Un ROCK PURO che può o essere ascoltato o evitato! perché non resterà mai di sottofondo.
Durante il loro live nessuno assolo è lasciato al caso.
Se ad un certo punto vi dovessero sanguinare felicemente le orecchie per ogni riff di chitarra… Beh! non dite che non ve l’avevamo detto!!


FABIO NIRTA & TAPPA BROS

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A chiudere le danze il primo giorno saranno Fabio Nirta, dj, producer, organizzatore di eventi , penna calda, da anni attivo su tutti i fronti della musica bene italiana, con la sua selezione indie-new wave- nu disco- funk etc e i Teppa Bros che altro non sono che Albi e Bebo de Lo Stato Sociale, rispettivamente bassista e beat-maker della band, che seguono quasi parallelamente i concerto dello Stato, animandone, in maniera imprevedibile gli aftershow. Largo al casino sul dancefloor!

DANIELE GIUSTRA

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Daniele Giustra  è un dj e producer calabrese. Coltiva dove gli hanno detto che non cresce un cazzo. La temerarietà è la stessa con la quale registrava i pezzi su cassetta dalla radio, per creare mixtape, da bambino. Ma le aspirazioni, per i coraggiosi, trasformano i sogni in realtà. Complici i Cure di Pornography e gli immortali Joy Division di Closer, Daniele Giustra trasformerà la corrente dello Stretto in new wave, lasciando parecchie distanze al conservatorismo rock del decennio precedente e ai suoi piccoli eroi locali.
Famoso con il nome di Cluster Eventi o dj Clinic, ha suonato in mezza Italia, isole comprese, dal Fanfulla all’Ypsigrock, passando per il Twiggy di Varese, il Qube di Roma e i Mercati Generali di Catania, aprendosi alla nu-disco e al classic rock, senza mai lasciare l’orbita della nuova onda.
Dopo svariati giri per i club italiani, Daniele torna a Reggio Calabria dove fonda un club tutto suo, il nome la dice già lunga: lo chiamerà UnPop. Il posto diventa, appunto, il crocevia dell’undergruond in viaggio verso Sud. In pochi anni passano da quel palco quasi 300 band, dall’esordiente Brunori ai leggendari Diaframma, incrociandosi con ZzZ, Drink to Me, Fuzztones e Ulan Bator. Oggi è dj, produttore, drummer, cantante, manipolatore di suoni, promoter e organizzatore di eventi.

Un sognatore, un visionario.

AUTORI APPESI

“Le parole hanno un peso ed hanno una cadenza precisa sul respiro della vita.”

Alberto, Francesco e William sono i protagonisti del reading di poesie, che si alterneranno nelle letture, durante questa bellissima prima giornata, ognuno con la sua interpretazione e il suo linguaggio poetico e antipoetico.
La penna ed il foglio possono abbattere qualsiasi muro, non inteso come confini geografico, ma come limite nelle possibilità di relazione e interazione socioculturale. Le letture sono legate tra loro con un bellissimo accompagnamento musicale, che vi regalerà sensazioni mai provate prima.
La musica è fatta di poesia e le sue radici si trovano in essa.

 


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