Speciale // TOdays Festival – Day #3 @Torino – 28 agosto 2016

24 August, 2016

Il TOodays Festival  torna dal 26 al 28 agosto 2016, dal primo pomeriggio a notte inoltrata, e Torino passa dall’essere corpo al dare corpo a un crocevia di suoni che si propagano lungo le spine architettoniche e l’archeologia industriale riqualificata della periferia urbana che li contiene, li custodisce, li rimescola, li riverbera e lascia che si diffondano. Due saranno i palchi principali dove trovare romantiche memorie e contemporanee suggestioni in concerti di assoluta eccellenza internazionale: il grande prato verde di sPAZIO211, palcoscenico a cielo aperto ideale per raccogliere, accudire e dare ossigeno alla quintessenza della produzione musicale indipendente di prima classe su scala mondiale, e, a pochi passi, il secondo grande palco all’interno della piazza semicoperta, fulcro evocativo dell’ex Industria Nazionale Cavi Elettrici Torino INCET sorta alla fine del XIX secolo e abbandonata nel 1968, protagonista di un ampio intervento di recupero urbano che salvaguarda il valore testimoniale dell’edilizia industriale di inizio Novecento.

A New Hope Webzine è media partener della manifestazione.

La panoramica sulla terza giornata del festival è a cura di Pasquale De Prizio, Stefano Nappa, Fabrizio Mondo, Domenico Porfido, Emiliano Santoro.



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ELIO GERMANO & TEHO TEARDO

Parco Aurelio Peccei – h 16.00


Teho Teardo Elio Germano


TEHO TEARDO è com­po­si­to­re, mu­si­ci­sta e sound de­si­gner. Si de­di­ca al­l’at­ti­vi­tà con­cer­ti­sti­ca e di­sco­gra­fi­ca pub­bli­can­do di­ver­si album che in­da­ga­no il rap­por­to tra mu­si­ca elet­tro­ni­ca e stru­men­ti tra­di­zio­na­li. Vanta col­la­bo­ra­zio­ni im­por­tan­ti come mu­si­ci­sta prima an­co­ra che come au­to­re per im­ma­gi­ni: negli anni ’90 fonda il suo primo grup­po, i Mea­thead, gra­zie al quale col­la­bo­ra con Cop Shoot Cop, Lydia Lunch, Erik Fried­lan­der (Ma­sa­da/J. Zorn) e Mick Har­ris (ex Na­palm Death), Scott Mc­cloud (Girls Again­st Boys). Rea­liz­za molti remix per Pla­ce­bo, Ro­th­ko, Pig­fa­ce, C.S.I., Mar­le­ne Kuntz, De­par­tu­re Lunge, Front 242, Sheep On Drugs, ecc. Com­po­ne ed ese­gue le mu­si­che per A Page Of Mad­ness, film muto giap­po­ne­se del 1926, cura le mu­si­che per Rooms, spet­ta­co­lo della com­pa­gnia tea­tra­le Motus. Crea le mu­si­che per le in­stal­la­zio­ni del Museo degli Etru­schi di Piom­bi­no e al Museo d’Ar­te Orien­ta­le di To­ri­no. Ri­le­van­te è l’im­pe­gno di Teho Tear­do nel mondo del ci­ne­ma, rea­liz­za in­fat­ti co­lon­ne so­no­re per i più im­por­tan­ti re­gi­sti ita­lia­ni: Ga­brie­le Sal­va­to­res, Paolo Sor­ren­ti­no, An­drea Mo­la­io­li, Guido Chie­sa, Da­nie­le Vi­ca­ri, Ste­fa­no In­cer­ti, e Clau­dio Cu­pel­li­ni tra i tanti, di­ve­nen­do nel giro di pochi anni un ri­fe­ri­men­to per la mu­si­ca al ci­ne­ma. 
In­fat­ti, i ri­co­no­sci­men­ti non sono man­ca­ti: primo fra tutti il David di Do­na­tel­lo per il film Il Divo di Paolo Sor­ren­ti­no ma anche il Na­stro d’Ar­gen­to per La­vo­ra­re con len­tez­za e L’a­mi­co di fa­mi­glia, il Ciak d’Oro e il Pre­mio Ennio Mor­ri­co­ne al­l’I­ta­lia Film Fest.
Con l’at­to­re Elio Ger­ma­no rea­liz­za lo spet­ta­co­lo Viag­gio al ter­mi­ne della notte, trat­to dal ca­po­la­vo­ro di Cé­li­ne, e il brano “sta­not­te cosa suc­ce­de­rà” in cui Ger­ma­no pre­sta la sua voce.
Con Blixa Bar­geld, lea­der degli Ein­stur­zen­de Neu­bau­ten e sto­ri­co brac­cio de­stro di Nick Cave nei Bad Seeds, ha scrit­to e pub­bli­ca­to Still Smi­ling ed il recente Nerissimo, con con­cer­ti eu­ro­pei tutti sold out.



VICTOR KWALITY

sPAZIO211 – h 18.30


VICTOR KWALITY


Victor Kwality Chissano è un “cittadino del mondo”, come lui stesso ama definirsi: nato da mamma italiana e papà mozambicano, trascorre in Africa i primi anni della sua vita, per poi trasferirsi in Francia e successivamente in Italia, all’età di 10 anni. Ciascuno di questi luoghi ha giocato un ruolo fondamentale nella sua formazione come uomo e, soprattutto, nella sua evoluzione come artista rendendolo eclettico e poliedrico. Il primo incontro con la musica avviene a soli 13 anni quando comincia a muovere i primi passi come cantante. A 16 anni fonda il gruppo reggae Afromind e, pochi anni dopo, appena maggiorenne, si innamora delle sonorità più elettroniche che lo portano presto a condividere la console con nomi del calibro di Carl Cox, Timo Mass, Felix the Housecat, Josh Wink e Barbara Tucker. Poi, come un fulmine a ciel sereno irrompe nella sua vita il drum ‘n’ bass, che lo porta immediatamente in contatto con nomi illustri del panorama: artisti internazionali come Goldie, D.Bridge, Concorde Dawn, Dementia, State of Mind, Tc , Spor, Alix Perez, Icicle, Vicious Circle, Spectrasoul, Tr3i, Rockwel lo vogliono al loro fianco come MC. E, per otto anni consecutivi, è uno degli ospiti del festival italiano dedicato alla musica drum ‘n’ bass SUNANDBASS. Sempre alla ricerca di nuove sfide, nel 2006 dà vita insieme a Ninja (il batterista dei Subsonica) al collettivo drum and bass LNRipley.


 

LNRIPLEY 31 Luglio 2011 SANT'ARSENIO


L’idea è quella di fondere alla drum ‘n’ bass le sonorità punk, l’elettronica, gli strumenti “reali” e le distorsioni. Il 2007 è l’anno dell’esordio con l’omonimo album di debutto Lnripley seguito da Bluroom Box 1 nel 2012 e da The Getaway nel 2014. Nel 2008 nel backstage di un suo concerto incontra il musicista sperimentale inglese Tricky che, affascinato da lui e dalla sua personalità, lo invita sul palco del Traffic Festival 08 per cantare insieme a lui. Sarà un evento che da quel momento influenzerà il suo modo di concepire la musica. Nel 2010 i Groove Armada vogliono Victor come MC dell’evento Torino Youth Capital. 50.000 persone si ritrovano a danzare fino a notte fonda in Piazza Vittorio, cuore del capoluogo piemontese, accompagnate dalla sua voce. Nel 2014 la Jeep sceglie l’artista per la sua personalità e il suo spirito avventuroso per scrivere una canzone adatta allo spot della nuova Jeep Renegade. Victor accetta e, guidando per 1700 km immerso nelle Highlands scozzesi, scrive 15/20 parole al giorno ispirato dalla natura selvaggia che lo circonda. Nasce così “I’m a renegade”: una poesia recitata, un manifesto, una dichiarazione d’amore verso l’istinto alla scoperta e all’avventura. Nel 2015 dirige il palco D’n’B del K Future Festival e poi entra in studio per registrare il suo primo album solista e scrive anche, insieme al maestro Paolo Buonvino, due brani per la colonna sonora della serie di RAI1 “Tutto può Succedere”. Nel 2016 collabora con Salmo nel brano “Il Messia” e lancia il suo primo album solista Koan.



THE BRIAN JONESTOWN MASSACRE

sPAZIO211 –  h 19.15


THE BRIAN JONESTOWN MASSACRE


I Brian Jonestown Massacre sono un gruppo musicale californiano sotto la guida del leader carismatico Anton Newcombe, autentico guru della neopsichedelia, personaggio tanto geniale quanto controverso, costantemente alle prese con problemi dovuti ad un carattere quantomeno difficile e all’abuso di alcool e droghe. Anton è un talento tanto geniale quanto controverso: una vita folle che si tramuta in genialità musicale.
La storia del gruppo è partita dagli anni 90 e nel corso di quasi vent’anni di carriera ha ridefinito i canoni della ricerca rock attraverso la psichedelia, pubblicando album che hanno reso la band un vero e proprio culto nella scena alternativa mondiale.
Capaci di live shows selvaggi ed imprevedibili i BJM, a causa del carattere instabile del loro front-man, negli anni hanno ruotato oltre 60 musicisti, alcuni diventati molto famosi: nei BJM hanno suonato membri di Black Rebel Motorcycle Club, Warlocks e Dandy Warhols. Proprio grazie a questi ultimi i BJM hanno raggiunto il picco della loro popolarità, quando nel 2004 uscì il documentario Dig!, vincitore del Sundance Festival. Il film
documentava l’epopea dei due gruppi, i Dandy Warhols lanciati verso il successo mondiale e i BJM frenati nel loro imporsi alla ribalta del grande pubblico dalla “impossibilità di essere normale” di Newcombe e dal suo assoluto disinteresse per tutto ciò che non fosse inerente alla ricerca di ispirazione musicale. Dig! descriveva Newcombe come un “loser” votato all’autodistruzione e si concludeva con la scena del suo arresto dovuto all’aggressione ai danni di un fan durante un concerto. Il musicista, che non si riconosce nella figura descritta nel film, è recentemente diventato padre e continua la sua personale ricerca musicale che contempla la reinterpretazione di vari generi, dal rock al folk, passando attraverso la psichedelia dei sixties, circondato dalla stima e dal rispetto di critica, musicisti e di una vasta platea di fans sparsi ormai in tutto il mondo.



LOCAL NATIVES

sPAZIO211 – h 20.30 (unica data italiana)


LOCAL NATIVES


I Local Natives (conosciuti precedentemente come Cavil at Rest) sono un gruppo musicale indie rock statunitense originario di Silver Lake, attivo dal 2005. A tre anni di distanza da Hummingbird, i Local Natives si preparano a far ritorno in Italia con un nuovo album. In uscita ad Agosto, l’album è stato anticipato dal singolo Past Lives, presentato in anteprima durante un concerto a Los Angeles.
Tra recensioni entusiastiche e spettacoli televisivi, Gorilla Manor, pubblicato nel 2009 e considerato Best New Music Debut Album, ha lanciato i Local Natives sulla scena mondiale, li ha visti headliner in tutta l’America e in Europa, supporter di band come Arcade Fire e The National, ospiti dei maggiori festival di tutto il mondo, con più di 100.000 copie vendute solo negli Stati Uniti.
Al termine di questa esperienza on the road, la band si è rifugiata in uno studio allestito in un bungalow abbandonato a Silver Lake, dando loro la massima libertà nel provare e sperimentare. Quest’esperienza li ha condotti verso nuove sperimentazioni, sia strumentali che sonore, presentando una tavolozza musicale più ampia, e sfidandoli a crescere. Da questo procedimento creativo nel 2013 nasce Hummingbird, secondo album in studio della band, prodotto da Aaron Dessner dei The National.
I brani sono fragili e potenti, ricchi e semplici, carichi di tensione e sicuri di sé. Biglietto da visita dell’album il brano You & I con batterie sintetiche, caldi organi e chitarre surfy, e la firma della band con altissime armonizzazioni. Dopo essersi esibiti nei più importanti festival europei ed internazionali, tra cui i prestigiosi SWSX, Coachella e Governors Ball, i Local Natives si preparano a far ritorno in Italia in una unica data estiva in esclusiva a TODAYS.



CRYSTAL FIGHTERS

sPAZIO211 – h 21.45 (data unica italiana)


crystal fighters


Nel 2007 Sebastian Pringle e Gilbert Vierich, amici di vecchia data, iniziano a suonare insieme, affiancati dallo statunitense Graham Dickson. Nell’inverno dello stesso anno Laure Stockley (di origine spagnola) ritorna da Navarra, dove era stata per il funerale del nonno. In quell’occasione la cantante era venuta a conoscenza di un’opera lasciata incompiuta dal nonno. Ispirandosi al nome di quest’opera, nel 2008, nasce il progetto Crystal Fighters, con il quale il gruppo decide di iniziare a scrivere musica rifacendosi anche  ai contenuti dell’opera stessa.Nello stesso anno  il sito Palms Out Sounds pubblica la loro canzone “I Love London”. Nel 2009 il gruppo pubblica due singoli attraverso l’etichetta parigina Kitsuné Maison. Il primo è “Xtatic Truth”, mentre il successivo è proprio “I Love London”. Il 4 ottobre 2010 il gruppo pubblica il primo album, si tratta di “Star of Love” (Zirkulo/PIAS). Nel febbraio 2011 il gruppo pubblica una Limited Edition dell’album per il mercato globale ed oltre ai due singoli già citati, dal disco vengono estratti i brani “In the Summer”, “Swallow” e “Follow”, seguiti da “At Home” e “Plage”.  L’album è stato registrato ad Hackney, in un magazzino nella zona est di Londra. Nel settembre 2012 esce “Star of Love Remixes”, un album di remix dei brani inseriti nel disco d’esordio. Pubblicano anche “Love is All I Got”, singolo in cui il gruppo affianca il produttore e musicista inglese Feed Me, alias Jon Gooch.


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Il secondo album “Cave Rave”, anticipato dal singolo “You & I”, viene pubblicato il 24 maggio 2013 ed è stato registrato a Los Angeles e prodotto da Justin Meldal-Johnson. Nel 2014 scopare Andrea Marongiu, il batterista della band, il colpo è stato  duro per il gruppo, ma ritiratisi nelle colline basche, già di ispirazione anche per il loro primo album Star Of Love, ha annunciato il nuovo album per il 2016. I Crystal Fighters posso essere considerati come il prodotto più peculiare e longevo del nu rave dei tardi anni duemila, avendolo reinventato in salsa etnica nei loro concerti, energici e coinvolgenti a dir poco. I Crystal Fighters esplorano la filosofia, l’antropologia, la spiritualità e la religione, una band decisa a creare un proprio paradiso musicale, un luogo al di là dei parametri di genere, dove tutto ciò che rimane, infine, è canto, ritmo e sentimento, esplosione di colori vivaci dal buio di una silenziosa notte basca. Lo stile del gruppo unisce suoni tipici della tradizione basca dove percussioni tribali e ritmi frenetici rendono i loro live incendiari. 
I Crystal Fighters si impongono di non fare semplici concerti bensì vere e proprie “performance artistiche” attraverso l’utilizzo di oggetti e strumenti non convenzionali come la txalaparta, strumento tipico basco. Il concerto del 28 agosto al TOdays festival sarà l’unica data italiana band.



GOAT

sPAZIO211 – h 23.00 (data unica italiana)


goat


Il 4 Aprile, a distanza di due anni dall’ultima pubblicazione, sono i Goat con il pezzo “I Sing In Silence”. Il singolo è stato rilasciato ufficialmente il 27 Maggio per la Rocket Recordings e comprende la b-side “The Shake Of Addis Ababa”. I Goat sono una della band, che dagli anni Dieci in poi, ha avuto il merito di riportare in auge la psichedelia; non che fosse stata dimenticata, ma prima dell’avvento della nuova ondata lisergica di inizio millennio sia le case discografiche, che il grande pubblico, avevano perso interesse per un genere che si credeva avesse già detto tutto quello che c’era da dire e quindi considerato al capolinea.
Gli svedesi sono riusciti a dare nuova vita alla musica psichedelica attraverso l’ibridazione di questa con la world music e l’afro-beat. Il collettivo originario di Korpilombolo , un borgo di 600 anime all’estremo nord della Svezia, si è formato nel 2011 e sin dagli albori è da sempre stato avvolto da un inaccessibile alone di mistero. Si narra che gli abitanti della regione di provenienza dei Goat, in tempi antichi, furono iniziati alle arti esoteriche da una maga in peregrinazione, tramite l’uso di indecifrabili codici contenuti in un libro la cui compilazione si perde nella notte dei tempi.


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Dopo il passaggio della maga i riti che questa portò si radicarono nelle consuetudini e credenze locali, sino alla venuta dei crociati che misero al rogo gli eretici e i testi sacri che veneravano. I Goat hanno preso la palla al balzo e rifacendosi alle pratiche divinatorie degli antenati hanno mutuato da questi sia il simbolismo che l’estetica, in primis il vessillo della capra. Le notizie circa la band sono poche; ci è dato sapere solo che i tre membri originari hanno iniziato a suonare insieme da bambini, a questi durante i live si aggregano altri quattro musicisti provenienti da Gothenburg e tutti e sette mantengono l’anonimato indossando costumi e maschere folkloristici.La psichedelia dei Goat raccoglie innumerevoli influenze tanto da farle assumere frequentemente fattezze inaspettate. Fulcro della musica degli svedesi sono il rock e il funk, ma a questi si combina la musica etnica di matrice esotica, distante anni luce, per atmosfere e sapori, dalla tradizione scandinava. Questa mescolanza genera l’inconfondibile sound ipnotico, mistico, ripetitivo e consacrato al viaggio dei Goat. La band ha all’attivo due album: “World Music”, del 2012, pietra angolare dell’afro-beat moderno e “Commune”, del 2014, che prosegue alla grande il cammino intrapreso dagli svedesi con il primo disco.  Quella del TOday festival è l’unica data in programma degli svedesi per quest’anno, non fatevela scappare.



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