Track Of The Day // STEP ON (199O).

11 October, 2015

I lunedì sono per lo più devastanti, giorni di monotonia e grigiore quotidiano. I fratelli Ryder però non sono tipi da accettare compromessi, nemmeno col giorno più triste della settimana e grazie al supporto del capo della Factory Records, Tony Wilson, emblema del movimento underground dell’area di Manchester (che portò alla definizione di una nuova categoria del rock alternativo: Madchester) questa banda di teppisti musicali entrò con sfrontatezza nella storia della musica rock.
Dietro il successo discografico degli Happy Mondays, in Italia da sempre ignorati, c’è tutto l’intuito di Sir Tony che capì le potenzialità e il fascino della rabbia dei sobborghi industriali, trasformandoli nella colonna sonora ideale per una gioventù alla deriva. Nel contesto critico di fine anni ottanta gli Happy Mondays erano una gradevole sorpresa, celebravano il potere liberatorio del ritmo e della danza; e i testi di Shaun Ryder trasmettevano quel senso di distacco mentale post-sbornia, che permetteva allo stesso Ryder di viaggiare tra le note con il suo flusso di coscienza: “you’re twisting my melon, man”.
“Step on” è una delle canzoni più significative della prima ondata della cultura rave nord-europea, anche se oggi sembra un innocuo numero baggy-rock. Dai disperati sobborghi mancuniani i Mondays conquistarono presto la ribalta con ottimi dischi (“Bummed” e “Pills ‘n’ Thrills and Bellyaches”), contemporaneamente però il rock duro tornò a dominare nel mainstream (con in testa Nirvana, Pearl Jam e Smashing Pumpkins) condannando il loro flow all’oblio discografico. Gli Happy Mondays sono passati di moda quando il paradiso della cultura rave mostrò l’altra faccia della medaglia: la dipendenza dalle droghe pesanti, l’incubo AIDS e la criminalità. Nonostante i tanti risvolti controversi, il messaggio di Shaun Ryder è più potente che mai: Step on, calpestare, fino alla fine.


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