YOU TALKIN’ TO ME? WHO THE FUCK DO YOU THINK YOU’RE TALKING TO? // Anudo.

16 May, 2016

Poco tempo fa nel magnifico MORGANA Music Club di Benevento si sono esibiti gli ANUDO.
Band che avevamo lasciato con una foto essentials esclusiva nell’intervista POV prima dell’uscita del loro disco: ZEEN.
In questo Live hanno presentato, in una versione completa, tutte le tracce dell’album ed il risultato è stato… incredibile!!.
Il loro suono ha impressionato così tanto uno dei locali più “educati” all’ascolto live della musica che:
Giacomo Oro – Voce / Elecronics / Percussioni / Chitarra
Daniele Sciolla – Voce /Electronics / Percussioni / Synth
Federico Chiapello – Voce / Electronics / Percussioni / Basso
hanno dovuto ripetere la performance, durata più di 60 minuti, ben due volte e mezza!!! il tutto fino a quando l’orecchio
di Federico, per colpa degli “in ear”, non ha iniziato a dargli problemi.



Al locale sono arrivato durante il loro soundcheck, ossia prestissimo, e ho potuto curiosare in maniera dettagliata circa l’aggiunta di nuovi componenti nelle loro PEDALBOARD, mentre i PADS e la CHITARRA restano ferme ai loro posti come sempre, come fin dall’inizio del loro primo show.

Queste che vi propongo sono le mie curiosità sulla band più in voga del momento.
“Gli eredi italiani della tendenza nu-rave.” - ​Noisey (Vice)
“Una band su cui scommettere ad occhi chiusi.” - ​Red Bull Music
“Gli Anudo sono perfetti per ballare” – Wired


Schermata 2016-05-16 alle 03.03.20


Come nasce un vostro brano?


Daniele: I pezzi nascono in una maniera molto spontanea, spesso da una registrazione ripresa da un microfono, come un sm58 o anche dal microfono integrato del Mac.
Ad esempio Just è stato composto così: stavamo suonando un intro tra Dressing ed un altro pezzo e poi questa piccola parte piano piano è diventata una traccia vera e propria.
La campionatura iniziale è stata presa per caso da uno xilofono in una saletta mentre stavamo registrando la voce e, in un momento di pausa, uno ha fatto quelle note. Tirarle fuori è stato complicatissimo. Quando suoniamo live ci sono ancora tutte queste campionature originali mentre quando ci siamo trovati in studio abbiamo dovuto lavorare per ripulirle.


Schermata 2016-05-16 alle 02.56.55


Presentatevi ai nostri lettori…
Come vi siete incontrati ?


Federico: Li ho chiamati io una sera, in una sera un po’ particolare… e ci siamo ritrovati in una sala prove con vari strumenti senza sapere cosa fare. Io avevo il basso, Giacomo la chitarra e Daniel…
Daniele: E poi io ho detto: “no raga, questi non servono.”

(risata generale)

Federico: E allora è nata questa cosa qui, anche se in realtà ci siamo “annusati” per un po’ di tempo. Daniele aveva fatto un re-mix ad un brano del mio vecchio gruppo, Giacomo aveva fatto un pezzo per “Il Condominio Rock”, un’associazione cuneese nata per unire le forze tra i gruppi emergenti e mi sono detto perché non lavorare insieme…



e da qui a vincere il concorso MARTELIVE : Un Palco Per Tutti di MArteLabel
sotto il nome ANDUO?


Daniele: Allora… mi ero iscritto io come solista nelle selezioni del Piemonte, come Daniele Sciolla, e questo concorso era molto lungo perché comprendeva due selezioni regionali e poi la selezione finale.
È successo che nella seconda, a cui ho partecipato dopo aver vinto la prima, stavo provando con i ragazzi dopo una data all’officina e alla fine decidemmo di partecipare. Quando arrivammo a Roma loro ci hanno riconosciuti come gli Anudo di Daniele Sciolla. Ma prima ancora di firmare per MArte, ci hanno testato live all’ ESC atelier Occupato per vincere il premio più grande: il contratto vero e proprio.
Se non ricordiamo male marzo 2015.
Le origini del nome non possiamo svelarle. (ride)
Da lì in poi abbiamo avuto un periodo “NO STOP”.



Cos’è cambiato dopo il primo singolo: JUST?


Daniele: Un’estate bellissima, avevano 3-4 date a settimana e noi non riuscivamo a registrare l’album. L’abbiamo ritardato di 4-5 mesi perché anche quando Giacomo lavorava noi avevamo un live… ad esempio quando siamo venuti ad Avellino, loro sono ripartiti subito dopo…
Federico: e con la macchina siamo partiti alle 2 a.m. e alle 9 del mattino eravamo davanti al suo ufficio a Cuneo!.

(risata generale)

Giacomo: alla fine di ogni live però, capisci perché lo stai facendo e la stanchezza viene cancellata dalle sensazioni che ti restano dentro.
Daniele: L’urlo del Monk Club a Roma quando abbiamo finito è stato qualcosa di irripetibile! di un impatto devastante.



Quant’è durata la preparazione del disco?


Daniele: Ci abbiamo messo un mese nel nostro studio che è diverso dal posto dove proviamo, ossia una cascina nella natura con il nulla attorno ed il camino sempre acceso d’inverno.
Poi il master è stato costruito a Londra, negli studi del Metropolis, che ha collaborato con nomi del calibro dei Led Zeppelin, Prodigy, FKA Twig.
Questa è la fase dove c’è un esterno che ne sa e prende il tuo prodotto, lo valuta e gli da un tocco che non è il tuo, dopo mesi e mesi che stai su di una traccia qui la senti in un modo diverso. Però a John Davis non si può dire niente anzi…
Giacomo: Non aspetti altro che vederlo finito, in modo da risentirlo tuo.



perché l’avete chiamato ZEEN?


Giacomo: Casualmente questa parola ci rispecchia in molte cose che ci girano attorno. 
Daniele:
Abbiamo scoperto che ZEEN è uno slang inglese per dire “Yeah”, ma ci è saltato alla mente anche perché suona come Zin (ZinGiu, cioè Giuseppe Zingaro di MArteLabel), la persona che ci chiamava giornalmente per dirci “ragazzi occorre scegliere il nome dell’album!” e che lavora costantemente con noi al progetto.. ma anche per lo Zen ed altri significati personali.


Schermata 2016-05-16 alle 02.54.47


Il vostro brano preferito da ascoltatore nel vostro disco?
Quello che vi rispecchia di Più?


Federico: Nit.
Daniele: Deep, ha qualcosa di più completo per quanto riguarda il sound degli “Anudo”.
Giacomo: Ken.


Schermata 2016-05-16 alle 02.58.37


Vi hanno definito,
“un matematico, un cantante rubato al rock e un pianista classico col pallino del punk”
voi in realtà cosa pensate del suono degli ANUDO?


Giacomo: è il suono che vorrei in una band, nella mia band. Un suono che ho scelto… anche se ci sono delle cose sul disco che vorrei rivedere ma credo sarà sempre così. In ogni caso il suono degli ANUDO rispecchia me.
Federico: È così anche per me.
Daniele: ehmmm…
(risata generale)



SFIDA!!! vi sfido!
Il disco degli ANUDO contro un altro DISCO!
Qual’è alter ego di ZEEN?


Daniele: Secondo me un disco dei Depeche Mode perché come dicevi tu, ogni brano ha un «proprio sound» però tutti sono collegati da un filo conduttore, c’è That’s, Fools, Ken, Just, Nit tutti “distantissimi” ma “allacciati” l’uno con l’altro.
Ad esempio Enjoy the Silence ha la sua sonorità ed è diversissima da Personal Jesus anche se sono sullo stesso disco, appunto collegate da quel filo che dicevamo prima.
Federico: La penso alla stessa maniera.
Giacomo: Io conoscendo gli ascolti degli ANUDO lo paragonerei proprio a quello che loro ascoltano. Ti direi dalla musica classica, al jazz con un attitudine molto “free” nel fare le cose, insieme a tutte le sfumature di genere.



Lasciateci con un brano a testa per
la nostra rubrica Track Of The Day.… vi va ?


Federico:


Giacomo:


Daniele:


 


SECONDO NOI TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: