D_B_D // Unibeat Festival 2016 – Cross The Line @ Università di Salerno 6-7 Maggio

5 May, 2016

“Oltrepassare i limiti che caratterizzano la linea delle nostre vite: limiti alla conoscenza ed alle consapevolezze, confini all’immaginazione ed alla creatività, barriere agli uomini e pregiudizi alle scelte.
Unibeat è già oltre quel limite, ha attraversato la linea e lo manifesterà.”


Il 6 ed il 7 Maggio 2016 si terrà la nuova edizione di Unibeat, festival universitario che si svolge a Fisciano, presso l’Università degli Studi di Salerno. Gli organizzatori dell’evento non smettono di stupirci,  non solo sono riusciti a ripetere una line-up  di grande livello, questa volta l’hanno resa  monumentale. A New Hope Webzine è orgogliosa di dare manforte a questo festival che da anni diffonde  grande musica di caratura internazionale. Di seguito qualche dritta sulla line-up.

DAY I – 6 Maggio/// SCAN 7

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Scan 7 è un misterioso collettivo di Detroit composto da sette elementi che durante le performance indossano delle maschere per celare la loro identità. Il gruppo è nato a fine anni 80 e ha debuttato con la release “Voices Beyond” pubblicata su “Escape Into The Void”, compilation della label Submerge.
Successivamente i 7 hanno pubblicato “Introducing SCAN 7″ e “Undetectable Ep”, entrambi per l’etichetta Underground Resistance, a cui ha fatto seguito l’ esclusivo Ep “Invisible Thoughts”.
A fine anni 90 sono stati ingaggiati dall’etichetta più importante d’Europa, Tresor Records – Berlino, grazie all’interessamento di Blake Baxter e Dimitri Hegemann. In seguito a questi contatti gli Scan 7 hanno prima preso parte ad una delle tante compilation della prestigiosa label per poi pubblicare, sempre per questa, due album: “The Dark Territory” e “Resurfaced”.
Entrambi i dischi sono caratterizzati dal classico stile deep dark della scuola di Detroit, ma sono contraddistinti soprattutto dal tipico utilizzo delle drum machine che gli SCAN 7 sono soliti fare. Con il tempo il collettivo di Detroit ha collaborato con moltissime etichette , tra le quali: Soma, FCOM, Elypsia e Pow Wow Records. Gli Scan 7 rappresentano la storia della techno, il loro live è un evento raro da non perdere.


Leonardo Martelli

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Leonardo Martelli, classe 1994, comincia ad avvicinarsi alla musica da piccolo, riuscendo a coltivare una passione che lo porterà ad una continua scoperta e conoscenza di svariati stili. Il suo interesse per la musica elettronica sfocia nel 2009.
Da quel momento in   la  passione per  la musica viene proiettata verso la dance music,  la quale diventa  un sorta di ossessione che lo condurrà a studi più approfonditi le dinamiche musicali, cominciando ad usare vere strumentazioni come 808, Prophet, Sh e Bassline analogiche.
Nel 2015 pubblica due release in due diversi formati: la prima in cassetta per New York Haunted, l’altra in vinile per Antinote, rilasciate entrambe a fine giugno.


 

K.Lust

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Anacleto Vitolo, classe 1985, conosciuto come AV-K, K.lust e Kletus.K ha fatto parte dei collettivi X(i)NEON, Internos e Algebra del Bisogno. Inizia la sua carriera da dj nel 1998 in ambito prevalentemente Hip Hop. Poco dopo comincia ad interessarsi alla produzione musicale, partendo da produzioni per lo più di stampo rap. Pian piano il suo stile va allontanandosi  sempre di più da quelli che sono i clichè dell’hip hop andandosi a contaminare con l’elettronica, fino a giungere allo sound che oggi si concretizza in un mix di elementi quali Industrial, Trip Hop, Glitch, Ambient, Noise sino ad arrivare alle ultime produzioni che sconfinano anche in territori quali quelli della minimal e new wave sperimentale, frutto dei vari ascolti, suggestioni assimilate e collaborazioni più o meno estemporanee in più di 10 anni di attività. Nel 2008 partecipa alle selezioni per il Meitech 2008 (Meeting delle etichette indipendenti – sezione musica elettronica) attestandosi come l’unico vincitore del Sud Italia . Nel 2010 partecipa al festival FLUSSI 2010 e 2014 calcando lo stesso palco che vede coinvolti maestri dell’elettronica contemporanea quali Murcof, Thomas Fehlmann, Mokira e Mount Kimbie. Opening act per diversi artisti della scena italiana e internazionale come Vladislav Delay ed Emanuele Errante. Nel 2013 firma un contratto di pubblicazione con FatCat e nel  2015 prende parte al MiRA festival di Barcellona, a nome AV-K , condividendo lo stage con nomi de calibro di Andy Stott, Ben Frost, Richard Devine, Prefuse 73, Nosaj Thing e molti altri.


IBTABA

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IBTABA è il moniker di Giancarlo Cotticelli, dj salernitano che da oltre vent’anni ha contribuito in ogni ambito a diffondere la buona musica: negozi di dischi (Totem Records, Fonoteca, Serendipity), distribuzioni (Electronix Network), agenzie di booking (Defrag), ora manager della storica band inglese Clock DVA e membro, con Joe Drive, dell’etichetta KOOAAD MUZIK – house, old school, deep, electro, techno, dub, industrial, sempre con un unico comune denominatore: la ricerca e la proposta di musica qualità. Una curiosità: lo pseudonimo scelto dall’artista è un omaggio all’album It’s Beginning to and Back Again  degli Wire.




#ANHW with Rome Pysch Fest // 14 Maggio @ Monk Club

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DAY II – 7 Maggio /// Regis

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Regis è uno dei tanti pseudonimi scelti da Karl O’Connor. La probabile propagazione dei molti moniker di questo prolifico artista ha contribuito ad accrescere il mito che circonda l’influente label di cui è proprietario, la  Downwards Records,  fondata insieme all’artista e socio in affari Peter Sutton, nel 1993.
Un suono non convenzionale e a dir poco  unico, che durante le performance concetra  l’attenzione del pubblico sulla personalità del dj/produttore che è una delle forze creative più apprezzate dell’intera scena techno ed elettronica internazionale. Fuoriclasse.


Lena Willikens

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Laconica la risposta con la quale Lena Willikens, alla domanda della rivista tedesca Groove, si è definita: “I’m an old punk”. La musica della dj di Colonia, che va dalla dance contemporanea sino al krautrock, tende sempre a suonare come se fosse stata recuperata da un cumulo di macerie. In parte è dovuto all’estetica amata e ricercata dalla tedesca, ma anche al fatto che Lena tramuta in musica solo ciò che ha avuto una storia degna di essere raccontata o che almeno aspiri ad averne una.
Al suo particolare stile c’è giunta dopo una carriera dedita al djing, essendo innanzitutto una selettrice di prima scelta.
Questo non sminuisce le sue qualità di produttrice, ma non sarebbero state le stesse senza l’esperienza maturata nei club. Per Lena la musica è tutta una questione di atmosfere, di sensazioni, che spera di riuscire a comunicare sia attraverso l’ascolto in cuffia che sul dancefloor. La Willikens ha fatto il suo debutto discografico nel 2015 con Phantom Delia Ep.
Il disco, prodotto dalla label Còmeme, rispecchia appieno i canoni stilistici della casa discografica di Berlino, le otto tracce sono dark fino al midollo ma mai pesanti, ruotano tutte attorno ad un concetto primitivo di elettronica che si rifà alla musica del famigerato periodo 77-84 ed in particolare al post-punk e alla minimal wave.
Le atmosfere, tanto care alla nostra Lena e a cui l’intera produzione musicale è votata, sono estremamente coerenti con il suo stile, hanno più a che fare con la paranoia ed il disagio, tematiche centrali per il movimento punk, che con la ballabilità tout court.


Ben Saadi

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Marco Ben Saadi è uno dei protagonisti della club culture romana contemporanea. Inoltre è co-fondatore di LSWHR, crew romana che vanta, oltre allo stesso Saadi, almeno altri quattro resident di razza: Gabriele Rotten Bianchi (co-fondatore), Luciano Lamanna, Rawmance e Filippo Scorcucchi.
Negli ultimi anni hanno portato nella capitale artisti di razza come Vatican Shadow, i Raime, Demdike Stare, collaborando strettamente anche con altre realtà del panorama underground techno romano. Fra le info della loro pagina facebook si legge: “Il mio viaggiare/ è stato tutto un restare/ qua, dove non fu mai/ altrove”.



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