It’sss Gamee TIME // Phi. 76ers Vs Clev. Cavaliers (1997)

24 November, 2015

«I don’t wanna be Jordan, I don’t wanna be Magic,
I don’t wanna be Bird or Isiah,
I don’t wanna be any of those guys… when my career’s over,
I want to look in the mirror and say I did it my way. »


Come un vero e proprio rituale l’NBA, ossia la National Basketball Association, ogni anno a fine stagione “fa selezionare” a tutte le sue franchigie che parteicipano al campionato una “giovane promessa” nel cosiddetto “DRAFT”, soprannominato dagli addetti ai lavori come “THE BIG DATE”.
Ci sono passati tutti al draft: da Jordan a LeBron, da Bird a Magic, da Curry ad O’Neil, da Durant a Jerry West ed ognuno di questi ha avuto una stagione come “ROOKIE”, “matricola”. Ci sono giocatori che durante questo primo anno tra i “pro” riescono ad ambientarsi al meglio e fanno vedere a pieno il loro potenziale o comunque riescono ad imporre in tutte le partite il proprio talento oppure ci sono giocatori che hanno difficoltà come “Melo” Anthony nell’arrivo a Denver.
Il Draft 1996 si svolse a Rutherford, nel New Jersey, ed è stato considerato tra i tre migliori di sempre per talento. Nella città dell’amore fraterno (Philadelphia), all’epoca non è che andasse proprio tutto bene, infatti oltre ai film con protagonista Rocky Balboa e alla fantastica reputazione di “boxing town” sopratutto il basket non rientrava nella “Golden Age” ma qualcosa nell’aria stava per cambiare. Infatti dopo una bellissima “presa”, sempre al draft, dall’anno precedente come Jerry Stackhouse i 76ers scelgono con la numero uno nel tabellone Allen Iverson meglio conosciuto come “The Answer” da Georgiatown University, la stessa del gigante “Patrick Ewing”.


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Sulla storia magari ci soffermeremo in un altro momento perché non basterebbe aprire una sola e semplice icona.
I 76ers non hanno un buon anno, infatti lo chiudono con un 22-60, non qualificandosi per i play-off ma Allen dimostra, con un atteggiamento di sfida verso il mondo quanto sia elevato il suo talento. Sfidò Jordan e lo batté in partita uno contro uno… fu incredibile per tutta quella stagione. Guardarlo andare sopra il ferro o tirare ascoltando solo il suono del cotone che accarezza la palla dopo essere entrata nel canestro fu una esperienza incredibile per chiunque amasse questo “gioco”. Non legò molto con i compagni di squadra anche perché la sua personalità sovrasta chiunque gli arrivi davanti, solo coach Larry Brown riuscì a guidarlo verso una direzione adatta ad un campione. Infatti vi abbiamo già postato la bellissima GARA-1 di finale con i Los Angeles Lakers di Kobe e Shaq del 2001.


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Comunque solo i grandi riescono a lasciare il segno o un record NBA nella stagione da matricola, Allen, in quella stagione spesso segna 40 punti in partite importanti anche se ne esce sconfitto. Sul finire della stagione però il palazzetto dei CAVS all’epoca guidati da Bob Sura, Tyrone Hill, Terrell Brandon, Bobby Phills e Chris Mills, tifò per questo ragazzo di un metro e scarsi 80 centimetri. Quella sera ne mise 50! di punti infiammando tutti i presenti dichiarando al mondo intero, “I’M READY”.
Prima di lui  sopra i 50 punti durante una partita nella stagione da Rookie ci sono andati solo:
58 punti ben due volte – Wilt Chamberlain, in una clamorosa Philadelphia vs. Detroit, at Bethlehem, Pa. // 1960;
57 punti – Rick Barry, San Francisco at New York, // 1965;
56 punti - Earl Monroe, Baltimore at Los Angeles // 1968.
Il basket di questa partita non é a dei “livelli olimpici” ma vedere la determinazione di questo ragazzo ad ogni possesso è qualcosa che non capita così spesso nella vita perciò Buon GAME! IT’SSSS GAME TIME!


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